martedì, 08 gennaio 2008 00:09, suggestioni nell'aria..
3 gennaio 2008, Stirling.
sarà bello ricordare il mattino in cui il sole ti bussava alle palpebre, e da una stazione all'altra la brughiera pareva finalmente avere un colore forte e le pecore alzavano il capo a crogiolarsi, e questo treno troppo veloce che nessuno salutava.fu un attimo trovarsi traslati in un labirinto in salita.
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bisogna arrivare alla fortezza, ma prima di rinascere regine è necessario morire almeno un poco, e la necropoli è tappa obbligata.il sole ci guarda ancora mentre camminiamo soli sulle verdi acque, così soffici..sono morti mare monti muschio mischiati, e granitiche pinne di squalo erette all'orizzonte pronte a divorarci di melancolia..
il momento giusto per perdersi a cercare le poche donne che chissà quanti hanno calpestato, perdersi in vite di almeno un secolo prima, adorare la pietra per la sua stabilità, e non accorgersi che il cielo si è imbottito di bianco, e già scendono i primi fiocchi...
l'eternità mantiene il suo fascino, ed è un sentiero arrotolato su quella piccola collina la cui cima si solleva per un'altro strano segno umano, ad attrarre ancora sei cappucci imbiancati, e chissà se
friedrich fece dei passi simili.
sull'orlo ci porta il vento, e vuole portarsi anche la macchina foto come trofeo, a memoria di dodici piedi che scenderanno cauti ma non abbastanza per il declivio, del ghiaccio che forse sarà la loro rovina a terra, per assaporare la fine contro una lapide.si pensa rapidamente e in fretta si scaccia, prima che sia troppo tardi, che forse non sarebbe neanche così male, in confronto a mille altre possibilità e cos'altro la non-vita mi riserverà, e dà i brividi,
ma forse è la neve...che mi entra nel collo che si aggrappa ai capelli che non molla il cappotto e cancella il tracciato.
.dove. .vado. ?
ma soprattutto.. ..ci arrivo ?
raggiungere di nuovo l'asfalto non significa far pace col vento, che fa giocare i fiocchi con tanta maestria e violenza, ma trovare un posto nel nuovo assetto delle cose, assecondarlo o combatterlo quand'è il momento, e arrivare alla meta in una nuova, candida veste.
[forse a mente fredda si ragiona meglio]